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I “confini artistici” in un’esposizione alle gallerie delle Prigioni di Treviso

Esterno mostra

Si chiama “Lines loops leaks – riflessioni contemporanee sul confine” la nuova esposizione della fondazione Imago Mundi, ospitata fino al prossimo 2 agosto nelle gallerie delle Prigioni di Treviso.
L’esposizione propone, attraverso il linguaggio e la sensibilità dell’arte contemporanea, una riflessione critica sulle forme attuali del confine. Elemento esplorato dagli artisti come strumento di potere che stabilisce gerarchie, produce identità, ma anche come spazio vivo, in cui si manifestano simultaneamente forme di esclusione, resistenza e creatività.
La selezione delle opere in mostra presenta prestiti da alcuni tra i principali artisti internazionali che lavorano con il tema del confine  e che con la loro arte parlano di globalizzazione, disuguaglianze, colonialismo, identità.
I lavori, che spaziano dalla pittura all’installazione, dalla scultura al video, affrontano il tema dei confini con l’obiettivo di renderli visibili, intelligibili e, infine, superabili, disinnescando le modalità discriminatorie e coloniali che essi portano con sé.
Sedici gli artisti protagonisti: Matteo Attruia, Filippo Berta, Nicolas Brunetti, Mario Ceroli, Peter Fend, Shilpa Gupta, Reena Saini Kallat, Armin Linke, Eva Marisaldi, Malgorzata Mirga-Tas, Adrien Missika, Ryts Monet, Antoni Muntadas, Paulo Nazareth, Liv Schulman, Riccardo Vicentini.

Abbiamo chiesto al curatore dell’esposizione, Mattia Solari, da dove è nato il progetto della mostra.

Nasce un po’ come naturale evoluzione dopo l’ultimo progetto che è stato realizzato sugli artisti che vivono nei campi per i profughi. Perciò ci sembrava che fosse un argomento di estrema attualità e quindi rivestisse una grande importanza doverne parlare, trattarlo e scoprire come gli artisti pensano rispetto a questo tema, sia perché appunto è un po’ nelle corde del DNA della fondazione. Questa cerca sempre di occuparsi dei fenomeni dell’attualità, di quello che succede nel mondo e di dare una lettura attraverso gli strumenti artistici di ciò che sta accadendo. Perciò il tema dei confini del paesaggio era, diciamo, un ulteriore passo che sembrava come naturale dopo esserci occupati, appunto, di anche altri argomenti. Abbiamo parlato della guerra, della condizione dell’Europa, dei rifugiati afgani, abbiamo parlato più in generale dei rifugiati, quindi la questione di confine, degli sconfinamenti, sembrava un tema naturale per la fondazione.

Il Curatore della mostra, Mattia Solari

Qual è il denominatore comune dei singoli artisti presenti nella mostra?

Sono tutti artisti che in un modo o nell’altro hanno affrontato questo tema e sono stati trovati attraverso la ricerca di base. Quando si organizza una mostra la si realizza appunto facendo ricerca e anche guardando altre mostre.
La mostra Lines loops leaks rimarrà aperta al venerdì dalle 16 alle 19 e  sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, con ingresso libero.

I “confini artistici” in un’esposizione alle gallerie delle Prigioni di Treviso ultima modifica: 2026-05-16T10:19:58+02:00 da Gigi Fincato

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