Luca Pappagallo ci cucina la pasta in libreria

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Luca Pappagallo ci cucina la pasta in libreria

Luca Pappagallo

Ha fatto della spontaneità e della simpatia il suo cavallo di battaglia. Luca Pappagallo, grossetano, classe  1964, si occupa professionalmente di cucina solo da un ventennio, ma è riuscito a diventare uno degli addetti ai lavori più seguiti sia sul web, dove i suoi video imperversano, che in televisione, con la sua rubrica sul canale Food Network, che attraverso i diversi libri di cucina pubblicati. E per presentare questi ultimi si è pure inventato un originale format nel quale, in libreria, mentre spiega le sue ricette, ne cucina una in diretta e la fa poi assaggiare ai presenti, come ha fatto di recente alla Lovat di Villorba, nel trevigiano. 

Ma chi è veramente Luca Pappagallo?

Ho iniziato 26 anni fa, quasi per gioco, prima facevo un altro lavoro, io sono un statistico. Mi occupavo di statistica sociale e di molte altre cose. Poi questa cosa della cucina è diventata sempre più importante e sempre più una consapevolezza. In quello che faccio non c’è mai la ricerca del “vi faccio vedere quanto sono bravo” o il voler impressionare il pubblico, tutto il contrario. Quello che faccio vedere in giro è esattamente quello, cioè non faccio un film, faccio una pasta che chiunque poi può fare a casa. Cerco di creare un contatto di genuinità con le persone.
Quindi Luca Pappagallo è sempre lo stesso, l’evoluzione normale che abbiamo tutti, con una consapevolezza che è diversa e con una cosa che ho capito che va in modo contrario a quello dove vanno tutti, cioè tutti vanno alla ricerca del like, dei milioni di visualizzazioni, io invece sono smontato da quella giostra e ho cominciato a girare. Giro, ma giro veramente, pensa che da quando è nato questo ultimo libro siamo già a oltre 80 eventi fatti in un mese e mezzo. Ma è così, lo devo fare, cioè le persone hanno bisogno di questo. Siamo ormai tutti “staccati”, ripiegati sopra il cellulare. Però, a un certo punto, quando alle persone fai vedere che esiste anche qualcosa di diverso, non dico migliore ma diverso, lo apprezzano. E per me questo contatto è importante, anzi è quasi vitale, perchè mi ha fatto capire tante cose.

Pappagallo Tv
Pappagallo nella sua trasmissione su Food Network

Tutto ha avuto inizio con internet…

Il web è un bel trampolino per tanti e un bel modo di mostrare le cose, però poi ci si deve muovere e andare dalle persone vere, non bastano i nick. E’ quello che mi permette di fare questo, nel senso di conoscere le persone, che è una cosa importante e poi ti dici “io non ho un target”. Mi segue la ragazza giovane e la signora anziana, tutto molto eterogeneo. Funziona in Friuli, funziona in Veneto, funziona in Sicilia, dove vado vado… è esattamente questo. E ricevo anche un affetto consapevole, nel senso che spesso le persone mi dicono “mi fai compagnia”

Da dove pensa derivi il successo tra i giovsni delle cucine orientali? 

Tutti, compresi i ragazzi di oggi, subiamo molte contaminazioni, purtroppo, non c’è niente da fare, perché è esattamente il cambiamento che c’è in atto. Il problema è però che si tratta anche di un discorso sociologico, cioè la famiglia non è più la stessa, ma da tanti anni c’è questo cambiamento. Io l’ho vissuto sulla mia pelle, sono cresciuto con mia nonna. Lei era il centro della  famiglia. I miei figli la nonna non ce l’hanno avuta, nel senso che oggi le nonne lavorano. Quello che era una cosa normale, cioè il tramandare, il mangiare le cose che erano di casa, piano piano sparisce. E questi ragazzi spesso si trovano magari a guardare su Tik Tok una ricetta e dicono “guarda, è interessante la ricetta coreana” e cominciano a cucinare coreano. C’è questo stacco ed è uno stacco che tende sempre più a aumentare.
Poi ci sono persone come me, che in qualche modo rappresentano quel tipo di generazione, per cui presento ricette come quella di oggi, ricette semplici, che vanno piano piano scemando e il successo comunque che ho è anche per sopperire a quel tipo di mondo.

Pappagallo Libri

Può dare una definizione di cucina italiana?

La cucina italiana non esiste. Questa è un’affermazione che non vuole essere polemica, ma -parliamoci chiaramente- la cucina verace, la cucina friulana o la cucina calabrese, la cucina siciliana, non si incastrano per niente, non c’è neanche una minima assonanza, né nei modi di cucinare, né di proporre le cose. C’è una distanza enorme. Siamo all’interno, è vero, di un’area dove effettivamente si può dire che si mangia in modo straordinario. Credo che ci siano pochi posti al mondo dove so che mangerò bene come in Piemonte, in Puglia, in Molise, eccetera. Ma non c’è assonanza, quindi noi chiamiamo cucina italiana quella che è la moltitudine di tante cucine tradizionali, che spesso non sono neanche regionali. E poi, all’interno di queste, ci sono persone che ti diranno “no, la ricetta è assolutamente quella”. Non è vero. I tortellini, per esempio, vuoi sapere quante sono le ricette dei tortellini? È un po’ la nostra bellezza e noi dobbiamo essere estremamente orgogliosi di questa grandissima differenza.
Però paradossalmente il problema è: qual è l’unione vera che c’è in Italia? Il sushi! Ne trovi tanti e sono sempre pieni ed è una grande bugia dire che ci vanno solamente i ragazzini. Quindi c’è questa enorme trasformazione culturale in atto. Alla fine questa sorta di abbandono della cucina tradizionale, “perché non era più cosa”, l’abbiamo fatto noi stessi. Abbiamo cambiato noi anche tutto l’assetto sociale. Non è colpa dei ragazzini se se ne vanno a mangiare coreano o thailandese, perché oggi è il coreano che va di moda, ma ieri era giapponese, domani sarà qualcos’altro. 

Altro argomento “scottante” sono le diete!

Sulle ricette che propongono a me, per esempio, mettono i classici 80 grammi di pasta, il che implica una questione psicologica; ho provato su me stesso, invece di 80 grammi alla fine ne metto 85. In realtà è una cosa abbastanza strana. Quello che sto scoprendo è che questi regimi di dieta non sono semplicemente per dimagrire, ma anche per farlo insieme, cioè tradurre quello che loro fanno in modo tale che tutto possa diventare più appetibile, perché il problema grande di chi affronta la dieta è anche sapere che cosa si deve fare, come si deve farlo, perché alla fine ti propongono cinque volte a settimana, che ne so, il pezzo di pollo!

Pappagallo Lontano
Luca Pappagallo prepara la pasta nella libreria Lovat

Fino a che punto si può spingere la ricerca del biologico che va tanto di moda?

Secondo me è una cosa meravigliosa se sono veri biologici, ma come distinguerli? È quello il problema, cioè che noi non sappiamo da dove vengono, ogni tanto scopri che poi il biologico non è biologico. Purtroppo bisogna fidarsi e a volte è estremamente difficile.

Infine chiediamo a Luca Pappagallo una battuta sul riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità…

È una cosa molto interessante e affascinante che sia stato riconosciuto che all’interno dei confini politici ci sono tante cucine tradizionali, tanto diverse tra di loro, ma messe tutte insieme, e sono arrivate a essere valorizzate addirittura all’Unesco.
Sono quindi felice di sapere che la non cucina italiana sia stata così valorizzata. Perché è anche una questione di cultura, nel senso che poi la cucina italiana che c’è all’estero non è la stessa che c’è in Italia, perché poi alla fine molti nostri compaesani che sono andati all’estero hanno portato le loro tradizioni, che poi sono state stravolte. Io credo che invece noi dobbiamo essere veramente molto orgogliosi del fatto che abbiamo tante cucine differenti. C’è tanta differenza, ma alla fine sono tutti meravigliosi, il piatto friulano, il piatto veneto, siciliano eccetera.

Luca Pappagallo ci cucina la pasta in libreria ultima modifica: 2025-12-24T09:16:26+01:00 da Gigi Fincato

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