INTERVISTE LUOGHI DI RITROVO TREVIGIANI PER IL TERRITORIO

Associazione Prato in Fiera: rinascita di uno spazio trevigiano

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Quando si vuole raccontare un territorio e le sue bellezze, non è possibile evitare di parlare delle persone che lo abitano. In provincia di Treviso ci sono centinaia di associazioni che in mille modi diversi si occupano del prossimo (umano, animale o “naturale” che sia). Lo fanno attraverso lo sport, il gioco, la cultura, l’arte, la prima assistenza. Questo amore incondizionato è tra le cose più belle che si possa raccontare di un territorio. Oggi incontriamo Dario Brollo, presidente dell’Associazione Prato in fiera, lo storico spazio in zona Fiera (appunto) a due passi dal centro storico di Treviso.

Quando e come è nata la vostra associazione?

L’associazione Prato in Fiera è nata formalmente nel febbraio del 2018, una sera, con 50 fondatori. Abbiamo sancito uno stato di fatto, ovvero la presenza di molte persone che da almeno due anni lavoravano insieme per proporre ai cittadini e al Comune di Treviso di. All’inizio ci siamo trovati in tre persone che avevano la stessa visione sul Prato, una visione semplice, quella di far tornare l’erba sulla superficie di questo luogo storico e bellissimo. In un baleno si sono aggiunti tanti altri e si è cominciato a ragionare e a progettare insieme. Questo progetto è stato incubato nel cuore e nelle menti di tante persone e razionalizzato durante una giornata delle settimane di studio sul paesaggio della Fondazione Benetton Studi e Ricerche nel febbraio 2017.

Prato In Fiera Prato

Il vostro impegno è rivolto alla protezione di un luogo, il Prato, che per secoli ha caratterizzato la nostra città. Qual è la sua storia e perché è importante raccontarla?

Esatto, noi vogliamo dare valore a un posto che i più, inconsciamente, pensano sia un parcheggio sul quale, una volta all’anno, per tre settimane ci sono le giostre. Invece il Prato è un bene comune della Città di Treviso, proprietà comunale tramandata nei secoli, fin dall’anno Mille, per usi collettivi. Da luogo di stoccaggio di merci per il porto fluviale sul Sile ad accampamento, da campo per la fienagione, fino a spazio per periodiche fiere del bestiame. Infine luogo di ritrovo per la grande famiglia degli spettacoli viaggianti, i cosiddetti “giostrai”, in occasione della festa di san Luca. Il Prato ha più di mille anni di storia, di utilizzo ininterrotto per fini collettivi. Ogni medio-grande città in Europa aveva uno spazio simile, ma ora ne è rimasto solo uno ancora allo stato vergine, ed è questo.

Che cos’è il Prato oggi, grazie al vostro intervento e ai vostri progetti, e cosa vorreste che fosse in futuro?

Oggi il Prato ha cominciato ad essere percepito come qualcosa di diverso da un parcheggio, utilizzo peraltro invalso da metà degli anni ‘80 del ‘900. L’associazione Prato in Fiera, composta oramai da 120 soci e molti simpatizzanti, in questi tre anni ha realizzato grandi feste per famiglie e bambini, con ogni sorta di gioco e di sport, coinvolgendo associazioni, scuole e altre realtà del tessuto cittadino e non solo. Ha poi, dal 2018, realizzato una struttura smontabile, denominata Piccolo Circo. Qui si sono tenuti cineforum, concerti, rappresentazioni teatrali e ogni sorta di attività spontanea, inventata da giovani, bambini e adulti. Queste attività hanno permesso al Prato di essere scoperto e visto con occhi nuovi da migliaia e migliaia di persone. Abbiamo seminato erba, creato prati temporanei e, nel 2019, delle aiuole a protezione di 1500 mq di prato, usato tutti i giorni dai bambini per andare in bici e giocare a pallone in sicurezza.

Prato In Fiera Circo

Le attività dell’associzione Prato in Fiera riflettono una cura nei confronti di territorio e città. La vostra posizione si può inserire anche in un’ottica di difesa dell’ambiente e di promozione del dibattito ecologico?

Proteggere un prato, anzi farlo rinascere, ha sicuramente a che fare con la necessità e l’urgenza di permettere alla natura di riappropriarsi di luoghi che le sono appartenuti fino a poco tempo fa. Viviamo un periodo di drammatica cecità collettiva rispetto alle urgenze poste dai cambiamenti climatici e dalla vita nelle città. Uno spazio verde e vuoto potrebbe sembrare uno spreco ma, in realtà, è ciò che tutti desiderano appena riescono a capire. Capire che è un luogo bello e unico dove sperimentare un contatto con la Natura, muoverti con libertà e in sicurezza con i figli, o fare yoga, leggere un libro, semplicemente passeggiare. L’cologia è la scienza che studia le relazioni tra gli elementi naturali, in una visione di equilibrio. L’uomo ha una parte in questo dialogo, non ne è il protagonista e, soprattutto, non fa un monologo.

Quale risposta ricevete dai cittadini e dagli abitanti del territorio su questi temi?

I cittadini, appena vengono a conoscere un po’ più in profondità la natura e la storia del Prato della Fiera, se ne innamorano. Decidono che vogliono darci una mano. Si tratta di uno spazio magico in cui vive una sorta di Genius Loci. Lo capisci dall’amore che suscita il luogo sulle persone che lo vedono o lo vivono per la prima volta. Ricordiamo sempre che si tratta di 20mila metri quadri di verde pubblico, impropriamente utilizzato come parcheggio. Mille anni di storia hanno un peso e lo hanno pure l’alba e il tramonto che, dal Prato, si possono godere con stupore.

Per concludere, c’è un grande sogno nel cassetto che vorresti veder realizzato per Prato in Fiera?

L’unico sogno a cui stiamo lavorando è che tutto il Prato torni ad essere prato inerbito, in modo da poter ospitare le giostre e altre manifestazioni, ma comunque con erba per la maggior parte dell’anno. In questo sogno vediamo sbocciare attività sportive spontanee, piccole attività economiche che aiutano il Prato ad essere fruito dalle persone, vediamo delle sdraio e delle sedie, alla maniera dei giardini francesi e gente felice di trascorrere in serenità, del tempo, a due passi dal centro storico e dal Sile.

Giorgia Favero

Autore: Giorgia Favero

Sono una toscana veneta di famiglia trapiantata da anni a Treviso. Ho una formazione in architettura e storia dell’arte ma una passione per la scrittura. Lavoro nell’ambito editoriale e della comunicazione digitale, scrivo e sono caporedattrice di una rivista di filosofia pratica. Mi interesso delle dinamiche ambientali e della protezione degli animali, spero che la cultura possa aiutarci a creare un futuro migliore.
Associazione Prato in Fiera: rinascita di uno spazio trevigiano ultima modifica: 2019-08-23T08:54:14+01:00 da Giorgia Favero

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