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CULTURA FESTE E SAGRE

Nane Caregheta e il Carnevale trevigiano

Carnevale Trevigiano

Ci avviciniamo alla fine del Carnevale, periodo generalmente amatissimo nel nostro territorio ma quest’anno forzatamente silenzioso. Ecco alcune curiosità per mantenerlo vivo! Per esempio, conoscete già Nane Caregheta?

Spunti storici sul Carnevale

C’è un detto che recita: Xe tre feste grande: Pasqua, Nadal e Santo Carneval! Nessun dubbio può sorgere a proposito dell’amore dei trevigiani per questa festa, che accende soprattutto i piccoli ma incuriosisce e timidamente coinvolge anche gli adulti. Una festa che affonda le sue radici in un passato lontano. Si dice infatti che il Carnevale sia una lunga evoluzione dei Saturnalia, una festa in onore di Saturno in cui si facevano riti propiziatori ed era sospesa ogni norma sociale. L’evoluzione rinascimentale è in chiave buffonesca: una festa di burle, risate ed equivoci. E anche di grandi mangiate (non a caso si chiama Martedì Grasso), in opposizione alla successiva quaresima. Goethe diceva che il carnevale era una festa che il popolo offriva a sé stesso perché in quei giorni il mondo poteva rovesciarsi e chi stava in basso poteva sbeffeggiare chi stava in alto (magari ben protetto da una maschera).

Frittelle
Le frittelle, dolce tipico della tradizione di carnevale (Foto: pixabay)

Carnevale da gustare

Una cosa del Carnevale di cui nemmeno il Covid-19 può privarci sono i fantastici dolci tipici! I crostoli, noti altrove come galani, chiacchiere, frappe, crogetti e così via. Leggeri e friabili, quasi festosi con lo zucchero a velo che svolazza da tutte le parti ad ogni morso. Le frittelle, o meglio fritoe, la cui vera patria veneta sarebbe Venezia ma sono ben diffuse anche a Treviso. La loro storia viene da molto lontano, inizia forse con gli antichi romani e passa per il mondo arabo, ma su carta stampata la parola frittola compare nel 1527. Infine le castagnole secondo alcuni risalgono addirittura al Settecento e rispetto alle frittelle non hanno ripieno. Sono piccole e dure, ma croccanti, hanno un sapore dolce e soprattutto sono dei bocconcini talmente piccini che è difficile fermarsi! Si possono fare sia fritte che al forno, a seconda del fatto che siate a dieta oppure no!

Carnevale Trevigiano Arlecchino
Un arlecchino (Foto: pixabay)

Le maschere tra ieri e oggi

Le maschere sono le grandi protagoniste del Carnevale. Anche in questo caso la tradizione viene da tempi lontani. Arlecchino, Balanzone, Colombina, Meneghino, Pantalone e compagnia sono infatti dei personaggi stilizzati, delle macchiette che impersonano personalità stereotipate. Derivano dalla commedia dell’arte cinquecentesca, spettacoli realizzati tendenzialmente all’aperto e con pochi oggetti di scena dalle primissime compagnie teatrali. Si tratta di un periodo molto importante per la nascita del teatro in Italia. Le maschere sono una ripresa dell’antico teatro latino, in particolare dai tipi fissi della commedia latina: il servo furbo e birbante (che s’incarna in Arlecchino), il vecchio (che si trasforma ad esempio in Pantalone), la matrona (che diventa per esempio Rosaura) e così via. Tutte figure modernissime e ancora popolari: questo ci fa capire che l’essere umano non cambia poi tanto e continua a relazionarsi agli altri utilizzando schemi a volte stereotipati.

Nane Caregheta
Disegno che rappresenta Nane Caregheta fatto da Gianni Anselmi (Foto: http://museo.provincia.treviso.it/)

Nane Caregheta

Com’è noto, le maschere sono anche una rappresentazione di territorialità. Pulcinella sta a Napoli come Pantalone sta a Venezia, Arlecchino è bergamasco mentre Balanzone è bolognese… e a Treviso chi c’è? In pochi sanno che anche il nostro capoluogo aveva la sua maschera… Nane Caregheta! Il “Nane” rivela la parentela con gli “Zanni” della commedia dell’arte, ma indica anche il sempliciotto, l’uomo comune. La caregheta, la seggiola, è ciò che lo contraddistingue. Omaccione dai grandi baffi neri, Nane Caregheta era uno scocciatore, uno che s’intrufola nelle questioni altrui. Al bar infatti amava intromettersi ai tavoli, anche se la gente cercava di mandarlo via dicendo “no ghe xe posto par ti, me manca ‘a carega“: ecco perché premurosamente lui se la portava dietro! Il sensale, il mediatore: questo personaggio è sempre in cerca di fare affari e conosce tutti i pettegolezzi. E voi, vi sentite un po’ Nane Caregheta?

Nane Caregheta e il Carnevale trevigiano ultima modifica: 2021-02-06T09:15:09+01:00 da Giorgia Favero

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Doati Marco

Napoli ha Pulcinella …..Treviso Nani Caregheta lo sapevi?😀

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