Edoardo De Angelis, da Lella a Ulisse, passando per il Nordest

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INTERVISTE MUSICA

Le canzoni di Edoardo De Angelis, da Lella a Ulisse, passando per il Nordest

De Angelis Garibaldi

Il nome di ogni musicista é immediatamente accostato a una strofa di una canzone, per Edoardo De Angelis si tratta di “Te la ricordi Lella quella ricca…”. De Angelis (nato a Roma nel 1945) è un cantautore, ma anche autore per terzi. Inizi negli anni Sessanta, al Folkstudio, storico locale romano, dove riscuote un particolare successo con una canzone, Lella appunto, cantata in dialetto romanesco, e interpretata poi da molti artisti noti di casa nostra, tra i  quali la Schola Cantorum e Lando Fiorini. Oltre 3000 concerti all’attivo in mezzo secolo di carriera e ben 25 album pubblicati, tra cui nel 1977 Il tuo cuore è casa mia, che contiene anche due sue versioni di La casa di Hilde (scritta per Francesco De Gregori) e Sulla rotta di Cristoforo Colombo, poi arriva Anche meglio di Garibaldi, spinto dal singolo Una storia americana, canzone dalle sonorità country.  Anche produttore artistico per De Gregori e Sergio Endrigo, fondatore di un’etichetta discografica, Cantare in italiano (titolo di un suo album), conduttore radiofonico e collaboratore della rivista Ciao 2001 e autore di libri musicali. 

Angelis Tre
Venditti, De Gregori e De Angelis al Folkstudio di Roma negli anni Sessanta

Sarebbe troppo banale iniziare un’intervista con Edoardo De Angelis partendo da Lella, allora cito “Una storia americana”, una sorta di film western sotto forma di canzone!

In un certo senso è stata anche un’anticipazione di un sistema rap, con quell’affrettarsi di parole del testo che a volte dal vivo mi riusciva anche difficile cantare, se la prendevo troppo svelta. La canzone è dell’81 ed è stato un successo notevole nelle radio. Lasciava pensare che Lella potesse essere in qualche modo spodestata, invece poi capitava sempre la stessa cosa, che quando arrivavo a fare un’intervista sul disco in tv i vari Baudo e Carrà mi dicevano sempre “Ah sì, bella questa canzone, ma adesso però cantaci anche Lella”! 

E a proposito di Lella, da qualche tempo, purtroppo, è tornata drammaticamente di attualità: potremmo definirla la prima canzone che parla di femminicidio?

Sì, certo, ma in maniera totalmente inconsapevole, Lella è una canzone nata per caso. E’ stato il classico colpo di fortuna dei dilettanti, perché io e il mio compagno di scuola Stelio Gicca Palli, che avevamo scritto insieme Lella, l’abbiamo poi cantata per primi vincendo il Cantagiro, girone giovani, nel 1971. E in realtà allora non pensavamo né di fare questo mestiere né tantomeno che Lella sarebbe diventata famosa. Era un gioco da ragazzi che però ha funzionato. In realtà in questi anni l’abbiamo usata proprio come una bandiera per sensibilizzare le coscienze contro la violenza sulle donne e intorno al 25 di novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne), eseguo una serie di concerti proprio dedicati a questo tema, nei quali parlo anche delle leggi,  della situazione della società, di questo disagio sociale e il concerto comincia proprio con il video di Lella.

Ho scoperto che online c’è un suo duetto di Lella, cantata in dialetto veneto, con un cantautore trevigiano, Alberto Cantone!

 Sì, Alberto Cantone è un grande amico e un vero signore, un cuore d’oro, un ottimo collega con una voce quasi ineguagliabile. Abbiamo anche suonato insieme, vicino a Treviso qualche anno fa, e ci siamo divertiti molto. E’ un ricordo molto piacevole, ci sentiamo ancora, c’è un buon rapporto.

Angelis Cantone
Alberto Cantone e Edoardo De Angelis (immagine da un video)

Ha lavorato anche con la cantautrice bellunese Erica Boschiero, come è andata?

Siamo stati insieme a Parigi, con altri artisti, per un festival e poi lei è stata ospite in un mio album di qualche anno fa. Ho realizzato due album, una piccola collana, insieme a Michele Ascolese, chitarrista di Fabrizio De André per molti anni, e abbiamo realizzato questi due album “il cantautore necessario” volume 1 e 2, dedicandoli alla grande canzone d’autore italiana, ovviamente senza che ci fossero mie canzoni all’interno, e in uno di questi due album, in una canzone di Guccini, ho ospitato anche Erica Boschiero.

Oltre a queste collaborazioni con artisti veneti, mi pare che abbia anche altri rapporti con il Nordest, giusto?

Diciamo che ho una una nonna e un padre di confine, nati in Cadore. Il collegamento con il Nordest in realtà è per tutt’altri motivi, perché collaboro da anni con un’associazione culturale di Udine che si chiama A.C.CulturArti, che letto di seguito suona “acculturarti”. Con questa associazione abbiamo fatto una serie di cose molto belle. Prima abbiamo indagato il confine tra la canzone d’autore e l’archeologia, per un festival di archeologia pubblica, dove ho fatto una serie di concerti che si chiamavano “storie da raccontare”. Poi da 5 anni facciamo una cosa che si chiama “anche le statue parlano” che sono delle visite teatralizzate.

Ce n’è stata una poco tempo fa ad Aquilea, mi pare…

Sì, Aquilea è stato anche il primo dei musei dove abbiamo performato. Poi siamo stati anche nei musei del Friuli, a Palermo, a Roma al museo Etrusco di villa Giulia, al museo Egizio di Torino, a Monaco di Baviera. Insomma ci siamo allargati e adesso siamo arrivati a 200 repliche e dopo le  prime 100 abbiamo pubblicato un libro che si chiama Anche le statue parlano, dove ci sono appunto i testi raccontati dagli attori che  hanno recitato nei vari musei. Nel corso di queste visite, che durano circa un’ora, canto tre canzoni per spezzare il ritmo e fare riprendere fiato agli attori e un po’ per legare le canzoni alle storie delle statue ed è abbastanza divertente. 

A proposito di musica d’autore, come è cambiata la canzone di casa nostra? 

Devo dire la verità, lavoro in Friuli Venezia Giulia da molti anni, da quando ero produttore di Sergio Endrigo. All’inizio degli anni Duemila sono stato chiamato a collaborare con un’altra associazione culturale che voleva produrre un festival mettendo accanto artisti friulani, sloveno-croati e italiani di primo livello. Abbiamo fatto una serie di concerti annuali in un festival che si chiamava Canzoni di confine e poi sono stato anche chiamato come artista ospite a Folkest, festival di prima grandezza di musica folk internazionale. Nel 2011 sono stato richiamato a Folkest, dove mi hanno offerto una direzione artistica per gli eventi speciali. Quindi in realtà ero già un po’ radicato nel Friuli e qui avevo visto che in realtà c’erano delle presenze artistiche notevoli; ho scoperto negli anni un movimento veramente interessante di canzone d’autore.

Angelis Ulisse
La copertina dell’ultimo album di De Angelis

Alcuni di questi musicisti sono stati coinvolti anche nel recente album Ulisse al confine del tempo…

L’album è frutto proprio di una serie di collaborazioni con giovani musicisti friulani e non solo. E quindi forse il problema è proprio quello di riuscire a farli uscire dalla realtà locale. In questi 55 anni di carriera mi sono fatto l’idea che un artista dovrebbe seguire il suo percorso, essere coerente con le sue idee, cercare, come credo sia accaduto a me, di portare avanti delle idee, descrivere la vita dell’uomo nel mondo, le sue passioni, le sue disgrazie, i suoi afflati poetici, i suoi viaggi. E questo ho continuato a fare infischiandomene abbastanza del fatto che poi il mondo intorno sia cambiato e adesso in radio si ascoltino delle cose molto diverse, e lo stesso televisione. In tutti questi anni mi sono fatto un mio zoccolo duro di appassionati che mi seguono e questo mi è sufficiente dal punto di vista artistico, ho riscontrato un forte interesse nei festival, nei luoghi dove vado a suonare.
Sono molto innamorato di questo album che ritengo, lo dico sottovoce, il lavoro migliore che ho fatto. Mi sembra di essere andato migliorando negli ultimi anni e quindi ho intenzione di seguirlo, anche perché in questo modo posso aiutare l’immagine di tutti questi ragazzi che mi hanno aiutato, che hanno collaborato alla realizzazione dell’album.

Quindi vedremo di nuovo in concerto Edoardo De Angelis?

Suonando in giro l’album, certamente. Ho già una serie di presentazioni programmate per dopo l’estate e nel frattempo anche qualche festival estivo: qualche giorno fa ero a Ferentino (Frosinone) per Ferentino Acustica, dove ho presentato il disco e ho cantato anche con uno di questi ragazzi che hanno collaborato. L’album è uscito il 26 di maggio, quindi mi do tempo per lavorarci almeno fino a maggio del 2027! 

Le canzoni di Edoardo De Angelis, da Lella a Ulisse, passando per il Nordest ultima modifica: 2026-07-30T08:34:40+02:00 da Gigi Fincato

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