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Henri Cartier – Bresson, l’occhio del Fotografo a palazzo Grassi

Cartier Bambini

Uno sguardo in bianco e nero dal punto di vista di uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi, Henri Cartier – Bresson. Una mostra di respiro internazionale e di inconsueta prospettiva, quella ospitata, fino al 20 marzo 2021, a palazzo Grassi a Venezia. L’esposizione “Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” è co-organizzata con la Bibliothèque nationale de France e in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson.
Si tratta di un progetto inedito, basato sulla Master Collection, una selezione di scatti operata dallo stesso Cartier-Bresson nel 1973. Scelta fatta su invito di due amici collezionisti, Dominique e John de Menil. Fu infatti lo stesso fotografo a scegliere, tra le proprie stampe a contatto, le 385 immagini che considerava migliori. Esistono solamente 6 esemplari di questo prezioso nucleo dell’opera di Cartier-Bresson. Ora sono visibili a tutti anche a Venezia, città per antonomasia delle fotografie.  

Cinque curatori per una sola mostra

L’originalità della mostra di palazzo Grassi sta nel fatto che la Master Collection è stata sottoposta allo sguardo non di uno, ma di ben cinque curatori d’eccezione. Sono il “padrone di casa”, il collezionista François Pinault e la fotografa statunitense Annie Leibovitz. Ci sono poi lo scrittore spagnolo Javier Cercas, il regista tedesco Wim Wenders e la conservatrice francese Sylvie Aubenas. “Henri Cartier-Bresson.
Le Grand Jeu” non è dunque una mostra monografica e nemmeno una selezione di immagini legate a un tema, un periodo, o un’area geografica, quanto piuttosto il confronto tra cinque punti di vista sul lavoro dell’ “Occhio del secolo”.
Ciascuno dei cinque curatori è stato invitato a selezionare una cinquantina di immagini dell’artista. Ogni curatore ha appunto operato la propria selezione senza conoscere quella degli altri. Può così capitare, girando per le sale espositive, di vedere più di una volta la stessa fotografia. Si tratta di sguardi fotografici che sono al tempo stesso opere d’arte, squarci sul mondo e racconto non scritto, come solo i grandi autori sono in grado di fare.

Cartier Barca
Domenica sul bordo della Senna, 1938 (foto collezione Pinault)

Allo stesso modo l’allestimento, così come ogni elemento della mostra, è stato lasciato a discrezione di ciascun curatore. Il percorso risulta, quindi, essere composto da cinque esposizioni autonome e indipendenti tra loro. I cinque curatori ci raccontano in totale libertà la loro storia, le loro sensazioni e il ruolo che queste immagini possono aver rappresentato per il loro lavoro e la loro vita. Ciascuno di questi allestimenti della mostra conduce il visitatore ad arricchire lo sguardo sull’universo del fotografo e di ogni singolo curatore.

Henri Cartier – Bresson, ovvero La Fotografia

Nato nel 1908 e morto nel 2004 a 95 anni, il grande fotografo francese è considerato il pioniere del fotogiornalismo. Contribuì a diffondere le foto di stampo surrealista ed umanista e fu soprannominato “l’occhio del secolo. Viaggiatore instancabile, come documentano le sue opere, lavorò anche nel cinema e fondò, con altri famosi colleghi (come Robert Capa) l’agenzia fotografica Magnum.
Negli anni Settanta Henri Cartier-Bresson decise di mettere in pausa la sua carriera di reporter e, convinto da Tériade, suo amico ed editore, tornò alla sua prima passione, il disegno. Diventato fotografo per i casi della vita, colui che considerava «la fotografia come un’azione immediata e il disegno come una meditazione» non ha mollato la presa. A sessant’anni compiuti, doveva «imparare ancora molte cose» e concentrarsi più che mai sul disegno. «Gli scheletri non si muovono» esclamò colui che aveva fermato il tempo con la sua Leica più di qualsiasi altro fotografo. Frequentava infatti il museo di storia naturale di Parigi, affascinato dalle strutture ossee e dal loro silenzio.

L'esterno di palazzo Grassi a Venezia
Palazzo Grassi dal vaporetto, con lo striscione della mostra (foto Luca Fincato)

L’arte va oltre palazzo Grassi

Dopo Venezia, l’esposizione Le Grand Jeu” sarà successivamente presentata alla Bibliothèque nationale de France a Parigi dal 13 aprile 2021 al 22 agosto 2021. Sempre a palazzo Grassi, in contemporanea, è possibile vedere “Once upon a dream“, colorate e suggestive fotografie dipinte a mano dell’egiziano Youssef Nabil. Sempre in “casa Pinault” sarà anche possibile visitare lo spazio di punta della Dogana, che ospita “Untitled 2020, tre sguardi sull’arte di oggi”.

Henri Cartier – Bresson, l’occhio del Fotografo a palazzo Grassi ultima modifica: 2020-10-26T10:29:08+01:00 da Gigi Fincato

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