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La Piave sotto attacco: un flash mob per proteggerla

Flash Mob Piave

Si è svolto lo scorso 20 marzo a Maserada Sul Piave un flash mob di protesta (ma anche sensibilizzazione) sul recente disboscamento selvaggio sulla riva della Piave.

Il flash mob

Si sono dati appuntamento alle ore 10.30 a Candelù a pochi passi dal luogo del misfatto. Il tutto nel rispetto delle norme anti contagio e con il beneplacito delle autorità. Un centinaio di cittadini indignati o semplicemente curiosi si sono raccolti in pochi giorni grazie al web e al circolo di Legambiente Piavenire, in collaborazione con WWF, Fiab, Italia Nostra, Paesambiente e Pièveloce.

Flash Mob Piave Ascolto
Cittadini all’ascolto di Fausto Pozzobon, Presidente di Piavenire, durante il flash mob di sabato 20 marzo (Foto: Giorgia Favero)

Gli organizzatori lo definiscono un successo, e certamente lo è stato visto il numero di partecipanti interessati. Al microfono si sono alternati organizzatori, cittadini della zona ed anche Andrea Zanoni, consigliere regionale da sempre in prima linea (anche in Regione) per la difesa dell’ambiente e degli animali. Assordante invece è stato il silenzio dell’amministrazione comunale. Il motore dell’incontro è stata Giada, cittadina di Candelù, madre di due bambini. “L’ho fatto per loro” ha detto ai presenti “guardate il mio bambino e pensate che tra dieci/quindici anni potrebbe non avere un luogo verde in cui passeggiare“.

Il fatto incriminato

Per due mesi la ditta VAB – Valorizzazione Biomasse di Godega di Sant’Urbano, finanziata dalla Regione Veneto per ben 900.000 euro, ha scorrazzato lungo le sponde della Piave conducendo quella che per le autorità era un’opera di “riqualificazione”. Si tratta di soldi stanziati dal governo italiano per asportare gli alberi schiantati dalla tempesta Vaia. “Anche sforzandoci non siamo riusciti ad individuare alcuna copertura vegetale compromessa in tutte le aree golenali della Piave e neppure alberi pericolanti in prossimità delle rive” sostiene invece Legambiente. Segnalando che la ditta in questione ha tagliato a raso alberi rigogliosi e ben al di là dei 10 metri dalle rive ribaditi nel progetto.

Flash Mob Piave Disboscamento
I segni del passaggio della ditta VAB: vuoto e ferite aperte (Foto: Giorgia Favero)

Quella di Candelù di Maserada è stata solo una delle ultime azioni di devastazione occorse lungo il nostro fiume, un territorio per il 90% SIC (Sito di Interesse Comunitario) stabilito non dal comune, non dalla regione, ma addirittura dall’Unione Europea. Piavenire ha presentato un esposto circostanziato alla stazione C.C. Forestali di Treviso cui seguirà (si spera) un’interrogazione in consiglio regionale tramite il consigliere Zanoni ed anche in Parlamento grazie alla deputata Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente.

Le domande dei cittadini

Tante sono nel frattempo le legittime domande poste da Legambiente e dai cittadini, al momento tutte irrisolte. Perché in moltissime aree montuose venete gli alberi schiantati da Vaia sono ancora tutti lì? Dove vanno a finire gli alberi tagliati dalla Piave? Quanti soldi ci fa la Regione? Chi altro ci guadagna? Perché non ci si occupa piuttosto dei processi di erosione delle rive? Perché in alcune zone le colture a vigneto sono state messe laddove dovrebbe esserci invece copertura arbustiva e arborea? Chi controlla l’operato della Regione? Perché non c’è stato alcun cartello a segnalare l’apertura dei cantieri? Per quale motivo ai cittadini non è concesso di accedere ai progetti? Perché le autorità locali non si interessano di questo vero e proprio furto di biodiversità? Infine, la domanda più gravosa di tutte: cosa diremo ai nostri figli quando ci chiederanno che fine hanno fatto gli alberi, i prati, il nostro paesaggio?

Oltre il flash mob

Questa è la nostra Amazzonia” ha detto un cittadino durante uno dei momenti di maggior pathos del flash mob. L’invito degli organizzatori è infatti quello di diventare cittadini più sensibili ai disastri ambientali dietro casa, visto che purtroppo ce ne sono. Anzi, attivarsi e partecipare alle piccole grandi battaglie del proprio territorio ha un’enorme importanza perché c’è davvero la possibilità di fare la differenza. Ecco perché il circolo Piavenire ha in cantiere diverse attività per portare la voce dei boschi, della Piave e degli uccelli anche ai cittadini più sordi. Il prossimo appuntamento è previsto a breve in modalità online. Se interessati a saperne di più vi consigliamo di seguire Piavenire sui social o dare un’occhiata al loro sito.

La Piave sotto attacco: un flash mob per proteggerla ultima modifica: 2021-04-02T08:30:00+02:00 da Giorgia Favero

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