INTERVISTE TREVIGIANI PER IL TERRITORIO

TRA Treviso Ricerca Arte: l’arte contemporanea vive a Treviso

Art

Quando si vuole raccontare un territorio e le sue bellezze, non è possibile evitare di parlare delle persone che lo abitano. In provincia di Treviso ci sono migliaia di associazioni che in mille modi diversi si occupano del prossimo (umano, animale o “naturale” che sia): attraverso lo sport, il gioco, la cultura, l’arte, la prima assistenza. Questo amore incondizionato è tra le cose più belle che si possa raccontare di un territorio. Oggi incontriamo Roberto Cortellazzo Wiel, presidente dell’associazione culturale TRA Treviso Ricerca Arte, che si occupa di arte contemporanea.

Roberto Cortellazzo Wiel Tra Treviso Ricerca Arte
Roberto Cortellazzo Wiel, Presidente di TRA

Da quali esigenze e stimoli è nato un progetto come Treviso Ricerca Arte?

TRA Treviso Ricerca Arte è nata nel 2007 dall’esigenza, da parte di alcuni professionisti e imprenditori provenienti da diversi settori, di portare l’arte contemporanea a Treviso, nella convinzione che lo stimolo culturale possa positivamente stimolare la creazione di valore e innovazione nel territorio e con la volontà di promuovere e sostenere giovani artisti meritevoli. Nel 2013, con il trasferimento nella sede di Ca’ dei Ricchi, TRA si struttura maggiormente offrendo un programma culturale annuale molto ricco e ricevendo di conseguenza un maggiore riconoscimento.

Quali indizi sono nascosti nel suo nome?

Il logo di TRA si legge al contrario, non per una questione estetica, quanto per sottolineare un concetto fondamentale: TRA significa ART, ovvero arte. Un gioco che coinvolge le parole componenti l’acronimo, instillando un benigno dubbio: è Treviso a ricercare l’arte, o è l’arte ad essere attratta dalla città? E poi, Ricerca che è un metodo che vuole legare l’arte ad un approccio efficace e consapevole di creazione di valore attraverso la cultura e lo fa collegando ambiti diversi, stando letteralmente nel mezzo, TRA le cose e le persone, ponendosi come uno spazio laboratoriale, come mezzo di interazione, come generatore di bellezza e dei benefici effetti sociali che ne conseguono.

Tra Treviso Ricerca Arte
Lo spazio di Ca’ dei Ricchi. Al centro un’opera di Michele Spanghero

La vostra offerta culturale abbraccia a 360° ogni aspetto della cultura e soprattutto dell’arte umana. Qual è secondo voi il valore aggiunto dell’arte in una città come Treviso?

L’arte offre un punto di vista alternativo da cui guardare le cose. Crea lo stimolo per pensare trasversalmente, per imparare ad essere più curiosi. Invita a riflettere, a porsi delle domande e permette di ampliare la propria conoscenza al di là degli studi fatti e dell’esperienza vissuta. Gli abitanti di ogni città, e quindi anche di Treviso, non possono che giovare della presenza di luoghi di fermento culturale come TRA. Luoghi in grado di offrire una proposta un po’ diversa rispetto ad altre già note, ampiamente digerite e quindi più facilmente fruibili.

Perché secondo TRA l’arte contemporanea sembra inaccessibile al grande pubblico e in che modo provate ad accorciare le distanze?

L’arte contemporanea vive nel proprio tempo e non ha ancora subito un processo di storicizzazione e decodificazione che la rendano più democratica. Da parte nostra, cerchiamo di facilitare quanto più possibile l’avvicinamento del pubblico all’arte contemporanea attraverso vari servizi. Tra questi: visite guidate alle nostre esposizioni, ma anche alla Biennale di Venezia e ad altre mostre di rilievo in Italia, incontri di arte contemporanea, conferenze con professionisti del settore e laboratori per bambini. Con perseveranza e motivazione, abbiamo cercato in questi anni di instillare curiosità, di far vivere un’esperienza positiva, che spinga il visitatore a proseguire la sua scoperta dell’arte contemporanea, ricevendo molti riscontri positivi.

TRA ha portato a termine un progetto ambizioso, la vostra prima mostra diffusa (RE.USE – Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea) che ha messo in moto la città. Avete già trovato un altro sogno?

RE.USE è stata un’esperienza importante che ci ha dato grandi soddisfazioni e che ci ha anche stimolati a porci nuovi obiettivi. Secondo uno studio svolto dal professore di psicologia Peter Gollwitzer presso l’Università di New York, però, più cresce il numero di persone a conoscenza dei vostri progetti, più aumenta la probabilità che questi non vengano realizzati… pertanto ci scuserete se rispetto a questo tema manteniamo ancora un po’ di riservatezza!

Giorgia Favero

Autore: Giorgia Favero

Sono una toscana veneta di famiglia trapiantata da anni a Treviso. Ho una formazione in architettura e storia dell’arte ma una passione per la scrittura. Lavoro nell’ambito editoriale e della comunicazione digitale, scrivo e sono caporedattrice di una rivista di filosofia pratica. Mi interesso delle dinamiche ambientali e della protezione degli animali, spero che la cultura possa aiutarci a creare un futuro migliore.
TRA Treviso Ricerca Arte: l’arte contemporanea vive a Treviso ultima modifica: 2019-07-24T08:02:32+01:00 da Giorgia Favero

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