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Dietro ad ogni biker si può nascondere un “motoimbecille”

Motoimbecille

Scherzare non sempre è facile, nemmeno del mondo dei motori. L’ironia, una bestia rara, da tempo in via di estinzione. Basta frequentare un social network per rendersi conto che per molti la libertà di parola è purtroppo solo un modo per sfogare gli istinti più bassi. Accade anche nel mondo dei motori, ma con qualche eccezione.
Una di queste è senz’altro il Diario del motoimbecille su Facebook, luogo di discussioni tecniche, ma anche di sani cazzeggi a tema due ruote, diventato ormai un punto di riferimento imprescindibile e seguitissimo. Chi chiede consigli su che moto comprare e gli arrivano risposte serie, ma anche meno sane prese in giro. C’è chi posta foto del proprio nuovo acquisto e si ritrova sbeffeggiato dei fan del marchio concorrente.
L’autore, per non correre rischi di essere a sua volta vittima di lettori poco dotati di ironia, per mantenere un’aria misteriosa che ne aumenta la fama, si fa fotografare solo col casco in testa e si firma con lo pseudonimo di Sebaiker73, da cui si potrebbe dedurre un nome, Sebastiano, ed una data di nascita, il 1973.
Di lui si sa solo che è originario della Lombardia, ma abita da vent’anni in Friuli – Venezia Giulia, vicino a Trieste. Non è comunque difficile incontrarlo di persona ai più importanti appuntamenti riservati alle moto, come fiere, gare o altri eventi, soprattutto nel Nordest, come per esempio al Motor Bike Expo di Verona.

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Sebaiker73 in uno spazio espositivo

Sebaiker, come ti è venuta quest’idea?

Dal nome Diario del motoimbecille si dovrebbe capire che si tratta di pagine umoristiche, lo scopo è quello di trovare un luogo dove raggruppare tutti quelli che pensano di essere dei fenomeni. In realtà non è così: tutti siamo caduti almeno una volta nel parcheggio con la moto, pensiamo di essere tutti bravi, ma poi basta un po’ di ghiaino per terra per cadere e fare una figuraccia.
Lo scopo è quello di far capire alle persone che la moto può essere pericolosa, ci si può far male e non ci si deve vergognare. Se poi ci si può fare una risata sopra ed insegnare qualcosa agli altri, magari proprio con una risata, le cose diventano più piacevole per tutti.

Qualche esempio di cosa ti scrivono i tuoi lettori?

Ci sono molti racconti diversi fra loro, episodi accaduti, come quello che va a fare un giro e pensa di essere bravo alla guida, correndo come un dannato, e poi viene sorpassato da un vecchietto con uno scooter, insomma una classica situazione da motoinbecille. O magari c’è chi arriva al parcheggio con la moto da ventimila euro, tutti lo guardano e mentre sta parcheggiando la moto gli cade per terra e tutti ridono.

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Il logo del gruppo del Motoimbecille

Quindi far sorridere, ma a anche far riflettere?

Sostanzialmente la mia filosofia è di riuscire a prendere tutto con leggerezza. Non è facile, tutti si prendono troppo sul serio, ma siamo umani, sbagliamo. Ci sono anche quelli che pensano di essere dei fenomeni su due ruote e poi magari si offendono se dici loro che non sanno guidare, che sono fermoni, magari glielo dici per ridere e quello non ha il senso dell’umorismo e si offende veramente.
Anche l’espressione fermone è ironica ed indica uno che va più piano degli altri e per questo è preso in giro. Il gergo del biker è particolare, per esempio se vuoi far capire a qualcuno che ha una moto lenta, gli dici che ha un cancello.

L’essere diventato un personaggio della Rete, fra gli appassionati e gli addetti ai lavori, ti ha cambiato?

Sì, è vero, ho parecchio riscontro, ma non sono cambiato nè mi sono arricchito, partecipo a fiere con stand e vendo gadget e magliette, più che per diventare ricchi e famosi si cerca di coprire le spese, perchè spostarsi in giro ha comunque dei costi. Ho anche lavorato per un periodo in questo mondo, con un gruppo che si occupa di collaudi di mezzi ed anche in una pista a Tolmezzo, ma il mio lavoro attuale ha a che fare con l’edilizia.
Da poco, con gli amici che mi aiutano, abbiamo provato a lanciare Il diario del motoinbecille anche su Istagram ed anche qui attiriamo molti appassionati.
Non saprei dire nemmeno io qual è il trucco, perchè gestisco semplicemente la pagina a mio piacimento, cercando solo di coinvolgere più gente possibile. In futuro mi piacerebbe far conoscere ancora di più il nostro marchio, creare eventi, insomma inserirmi nell’ambiente, sempre con divertimento, ma a volte anche dando una mano a raccogliere fondi per iniziative benefiche, come ho già fatto. Mi è anche capitato di ospitare nel sito o agli stand amici artisti, per dar loro una mano per farsi conoscere.

Dietro ad ogni biker si può nascondere un “motoimbecille” ultima modifica: 2020-04-03T09:29:40+02:00 da Gigi Fincato
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