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Misteri di Marca: mito e leggenda nel Trevigiano

Leggende Trevigiano

Sapevate che secondo alcuni documenti del XIII secolo, Treviso era conosciuta come una città magica? Il suo centro, ma ancor di più il suo territorio di castelli, piccoli borghi e boschi è il setting adatto per racconti tra storia e mito, realtà e fantasia. Eccone qualcuno: leggeteli e raccontateli ad amici e parenti!

La leggenda di Bianca di Collalto

Tra i fantasmi più famosi della Marca c’è senz’altro quello di Bianca di Collalto, giovane e splendida dama della gelosissima Chiara da Camino, consorte di Tolberto di Collalto, allora conte di Treviso. La leggenda narra che Tolberto fosse profondamente innamorato di Bianca e che lei lo ricambiasse. Alla partenza del conte per le Crociate, andò a salutare la moglie, seduta alla toeletta mentre Bianca le pettinava i capelli. Attraverso lo specchio, Chiara scorse una lacrima sul volto della giovane mentre Tolberto le rivolgeva un tenero sorriso. Partito il conte, la vendetta fu spietata: Bianca venne fatta murare viva in una piccola stanza del castello di Collalto, dove morì di stenti. Da allora il suo fantasma apparve ai membri della famiglia e continuò a vagare in quelle terre: porta buone notizie se velata di bianco, cattive notizie se velata di nero.

Castello San Salvatore, piazzale con prato archi e ruderi
Rovine del Castello di S.Salvatore a Susegana, l’altro grande castello dei Collalto nella Marca

La leggenda dei fratelli da Romano

Ezzelino III da Romano fu un personaggio chiave della nostra storia medievale. Tremendo e spietato guerriero, non ebbe pietà nemmeno per il fratello, Alberico da Romano, con il quale fu sempre in lotta. Non a caso Dante lo inserì nell’Inferno della sua Divina Commedia, descrivendolo immerso in un fiume di sangue. I due avevano anche una sorella, Cunizza, che viene ricordata per le sue tresche amorose e per aver avuto addirittura tre mariti. Ezzelino III e Alberico ebbero una fine atroce. La fortezza degli Ezzelini, nel territorio di San Zenone, fu distrutta successivamente alla morte di Ezzelino III, ma si dice che i fantasmi dei tre fratelli continuino ad abitare quelle colline. Dei tre fratelli solo Cunizza è un’anima bianca: volteggia tra pini e cipressi tra le braccia del suo amore più caro, il poeta Sordello.

Le creature magiche del Montello

Sulla sponda destra del fiume Piave sorge leggero un piccolo rilievo montuoso solcato da ruscelli e sorgenti, coperto a bosco: il Montello. Pare che da sempre la collina sia abitata da creature misteriose: folletti, ninfe, orchi, uccelli parlanti, fate e persino dei draghi. Si dice che un giorno una fata dai capelli viola ,che viveva in una grande quercia solitaria, per impedire che una piena del Piave danneggiasse l’abitato, riuscì a fermare la piena salendo a cavalcioni sopra le onde facendo ghiacciare il fiume. Raccontano anche di una fontana magica, oppure di una grotta, in cui sgorga un’acqua magica che, se bevuta dalle puerpere smunte, permette loro di allattare i loro bambini… ma solo se bevuta al crepuscolo! E poi c’è Mazzariol, uno spirito burlone che però è meglio non incontrare: è famoso per aver indotto molte fanciulle a perdersi nel bosco.

Montello2
Una strada nel bosco del Montello, ideale per passeggiare immersi nella natura

Mazzariol e Attila a Oderzo

A proposito di Mazzariol: dovete sapere che al buffo spiritello piaceva cambiare casa, e infatti prima di approdare sul Montello viveva nel bellunese e dopo ancora decise di spostarsi ancora più giù lungo il Piave e di metter su famiglia. Era un piccolo omino dagli occhietti vivaci e sempre vestito di rosso, che si divertiva a giocare brutti scherzi alle persone. Era certamente un po’ antipatico, ma non era cattivo. Secondo alcuni nel 452 d.C. Attila con i suoi Unni, in discesa verso Roma, tentò di saccheggiare la città di Oderzo, luogo dove il folletto amava andare in visita. La leggenda racconta che furono proprio i suoi scherzetti all’esercito unno ad impedire ad Attila di conquistare la città poiché i soldati, stanchi delle stranezze che capitavano loro, decisero di andarsene.

Misteri di Marca: mito e leggenda nel Trevigiano ultima modifica: 2020-04-07T09:48:36+02:00 da Giorgia Favero
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