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Passeggiata sul Montello: percorso tra storia e meraviglie

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Siamo ufficialmente entrati nella bella stagione e tante sono ormai le occasioni per scoprire le bellezze, anche naturalistiche, del nostro territorio. Oggi vi proponiamo una breve passeggiata sul Montello, da fare magari dopo un ottimo pranzo in uno degli agriturismi e ristoranti della zona, adatti ad ogni palato, da quelli onnivori a quelli vegani, anche se i più rinomati sono quelli di funghi. Questo luogo naturalistico un po’ snobbato è invece un’ottima occasione per riempirsi i polmoni d’aria fresca, gli occhi di bellezza e la mente di riflessioni.

 

Tracce della Grande Guerra

Sul sito dedicato potrete trovare numerosi percorsi da sperimentare, creati sui tracciati delle “prese” della prima guerra mondiale. Le strade di presa sono dei percorsi che salgono lungo il fianco della collina e ridiscendono dalla parte opposta; sul Montello ce ne sono 21. Quello che vi proponiamo oggi parte dal Municipio di Nervesa della Battaglia e si chiude all’abbazia di Sant’Eustachio. Dalla grande piazza di fronte al Comune proseguite verso ovest e vi accorgerete che la strada, pur seguendo la provinciale, comincia ad essere in salita: mantenete un passo lento ma costante, non avete nessuna fretta! Attraversate per via Diaz, seguite poi via Ossario e vedrete il paesaggio che comincia a cambiare: ci si addentra in un percorso alberato, si comincia a vedere un po’ di panorama. Il percorso giunge proprio all’ossario, monumento in ricordo dei caduti della Grande Guerra che raccoglie le salme di 10.000 caduti. L’opera, in austera pietra grigia, venne realizzata attorno al 1935 e si colloca al centro di un parco verdeggiante in cui sostare, dopo aver aggirato il monumento in rispettoso silenzio. Per chi lo volesse, il sito ospita anche un piccolo museo dedicato alla prima guerra mondiale. Qui ci troviamo a quota 176 metri.

Vista dell’Ossario

Ricordo degli eroi

Dopo aver ammirato il panorama sulla pianura e portato lo sguardo lungo il corso serpeggiante della Piave, riprendete il cammino. Finalmente un po’ di discesa… ma non abituatevi troppo! Il percorso prosegue immerso nella natura: lasciatevi catturare dal verde brillante, ascoltate il suono del vento e magari i versi degli uccelli… galline comprese, “in fuga” da qualche fattoria della zona. Da via degli Eroi proseguite a sinistra al bivio imboccando via Castelviero. Dopo l’incrocio con via Ossario imboccherete via Francesco Baracca: seguite le indicazioni per il monumento commemorativo, che portano verso un viale fiancheggiato da alti cipressi. Non fatevi vincere dalla paura: la salita è bella ripida, ma con passo calmo si arriva in cima senza problemi. Qui, all’interno di una sorta di tempietto circolare, riposa il ricordo di Francesco Baracca, il grande aviatore romagnolo che abbatté moltissimi aerei nemici e morì proprio in queste zone, schiantandosi con il suo aereo nel giugno del 1918 dopo essere stato gravemente colpito da fuoco nemico. Il tempietto guarda verso la pianura, ed è come se lo stesso eroe stesse sorvegliando il suo popolo finalmente in pace. Lo si sente nell’aria, se si apre un po’ il nostro cuore e ci si lascia attraversare.

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Vista dell’abbazia di Sant’Eustachio

Ferite aperte

A questo punto vi aspetta l’ultima tappa del percorso che abbiamo selezionato per voi. Quella che, dal punto di vista di chi scrive, è forse la più spettacolare. Ci si arriva dopo un’altra lunga camminata tra gli alberi, con la strada che dolcemente sale e scende; ritagli di pianura si aprono di tanto in tanto, i pendii si distendono davanti ai nostri occhi, punteggiati di vigneti attraversati da margherite e soffioni. Si torna a Nervesa della Battaglia, lungo una parallela della strada provinciale (via Diaz). Ancora vigneti (anzi, dicono siano troppi vigneti rispetto alle necessità ambientali del Montello). Poi la cominciamo a scorgere, maestosa e orgogliosa nel mostrare le sue ferite, la sua storia. L’abbazia di Sant’Eustachio venne fondata dai benedettini attorno all’anno Mille; la leggenda narra che fu proprio lì che monsignor Della Casa scrisse il suo famoso “Galateo” nel 1550. Durante la prima guerra mondiale venne pesantemente bombardata e oggi la vediamo in rovina, un monito per i posteri. Dopo un’ultima salita è possibile visitarla da vicino grazie ai restauri recentemente terminati. Per chi ama la fotografia, la sua architettura offre numerose prospettive interessanti per uno scatto.

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In cammino verso il monumento dedicato a Baracca

Il cerchio si chiude

Dall’abbazia si prosegue lungo via Diaz e si ritorna alla strada provinciale; da lì poi si chiude il cerchio e si risale in macchina. Con le gambe un po’ stanche ma, si spera, l’animo un po’ rigenerato. Le ferite mostrate dall’abbazia richiamano anche le ferite subite dal paese di Nervesa, completamente distrutto durante la prima guerra mondiale, in particolare nella cosiddetta Battaglia del Solstizio del giugno 1918. Proprio per questo motivo il Fascismo aggiunse “della Battaglia” al nome del paesino. La storia di Nervesa tuttavia ricorda il destino di molti paesi lungo i fronti di guerra e percorsi come quello che avete appena concluso servono anche a non dimenticare.

Giorgia Favero

Autore: Giorgia Favero

Sono una toscana veneta di famiglia trapiantata da anni a Treviso. Ho una formazione in architettura e storia dell’arte ma una passione per la scrittura. Lavoro nell’ambito editoriale e della comunicazione digitale, scrivo e sono caporedattrice di una rivista di filosofia pratica. Mi interesso delle dinamiche ambientali e della protezione degli animali, spero che la cultura possa aiutarci a creare un futuro migliore.

Passeggiata sul Montello: percorso tra storia e meraviglie ultima modifica: 2019-04-24T19:43:51+02:00 da Giorgia Favero

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