CULTURA MONUMENTI

Villa Emo e i fasti di campagna degli antichi nobili veneziani

Villa Emo_facciata di una villa con prato e alberi

Tra le tante ville signorili del territorio non sono molte quelle facilmente visitabili. Una di queste, e anche particolarmente importante perché porta la firma di Andrea Palladio, è Villa Emo a Fanzolo di Vedelago. Un sito così bello da essere stato dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1996.

Emo

Breve storia di villa Emo

La villa fu commissionata al grande architetto veneto Andrea Palladio da Leonardo Emo. Si trattava di un procuratore della Repubblica, luogotenente delle armate venete e governatore del Friuli a Udine. Era dunque un personaggio molto importante. Emo acquistò il terreno di Fanzolo di Vedelago nel 1535 da Andrea Barbarigo; nel 1539 la committenza passò al nipote, il primogenito del figlio Alvise. L’edificazione avvenne invece tra il 1554 e il 1565, sulla base del progetto di Palladio, e la villa venne inaugurata in occasione delle nozze di Leonardo Emo con Cornelia Grimani.

L’architettura di Andrea Palladio

Tra gli aspetti fondamentali delle ville che Palladio ha edificato nell’entroterra della Serenissima c’erano la praticità e la funzionalità, poiché gli edifici si inserivano nel contesto della tenuta agricola e quindi produttiva. A questo proposito le barchesse (le “ali” laterali dell’edificio) sono insolitamente lunghe: segno che l’attività agricola della tenuta doveva andar bene. Allo stesso tempo tuttavia l’aspetto della villa doveva rispondere alla necessità di rappresentatività della nobiltà veneziana. Il motivo del frontone (il “triangolo” sorretto da colonne) in facciata, elemento tipico dei templi greci e romani, serviva proprio a questo scopo e nobilitava la famiglia. Semplicità geometrica e sobrietà sono le parole chiave di questo stile architettonico. Scrive Palladio nel suo trattato di architettura pubblicato nel 1570 che “dietro a questa fabrica è un giardino quadro di ottanta campi trivigiani: per mezzo il quale corre un fiumicello che rende il sito molto bello e dilettevole”. Il parco infatti è una parte importante del complesso ed è anch’esso visitabile.

Villa Emo_stanza con affreschi, pianta e mobili antichi

Gli affreschi di villa Emo: storie di dèi e di amori

Come ogni villa che si rispetti, l’antica dimora degli Emo è riccamente affrescata. La bellezza, vivacità e quantità degli affreschi fa infatti da contraltare alla semplicità stereometrica dell’architettura. Va inoltre sottolineato che la parte affrescata è soltanto quella centrale, ovvero quella ad uso domestico e di rappresentanza. Nel caso di Villa Emo l’opera pittorica fu affidata a Giambattista Zelotti, allievo del grande Paolo Veronese. Un primo tema importante è quello della fertilità e della vita di campagna, espressi per esempio attraverso la figura della dea Cerere, una sorta di personificazione della madre terra.

Molte sono le scene tratte dalla mitologia, portando in scena amori e racconti dal sapore antico. Ercole, Venere e gli infiniti amori di Giove sono dunque alcuni dei protagonisti, ma vi consigliamo in particolare la cosiddetta “Stanza delle arti”, dove sono rappresentate appunto le personificazioni delle sei maggiori arti. Esse sono l’Astronomia, la Poesia, l’Architettura, la Scultura, la Pittura e la Musica: vi sfidiamo a ruotare lo sguardo sulle pareti della splendida sala per riconoscerle tutte!

Giorgia Favero

Autore: Giorgia Favero

Sono una toscana veneta di famiglia trapiantata da anni a Treviso. Ho una formazione in architettura e storia dell’arte ma una passione per la scrittura. Lavoro nell’ambito editoriale e della comunicazione digitale, scrivo e sono caporedattrice di una rivista di filosofia pratica. Mi interesso delle dinamiche ambientali e della protezione degli animali, spero che la cultura possa aiutarci a creare un futuro migliore.
Villa Emo e i fasti di campagna degli antichi nobili veneziani ultima modifica: 2019-10-04T21:09:21+01:00 da Giorgia Favero

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