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Il “LòMo” di Asolo: giovane, sostenibile, consapevole

Lòmo Asolo

Oggi conosciamo due giovani ragazzi innamorati, Giulia e Alberto, che hanno recentemente aperto un nuovo ristorante in pieno centro storico ad Asolo. Lasciamoci aprire le porte del LòMo!

Conosciamo Giulia e Alberto

Cari Alberto e Giulia, siete giovanissimi! Raccontateci qualcosa di voi e di come siete finiti ad aprire un ristorante ad Asolo.

Ci siamo conosciuti sui banchi di scuola al liceo Filippin a Paderno del Grappa e poi abbiamo vissuto insieme a Milano. Mentre Giulia studiava per diventare architetto, Alberto ha seguito la sua passione per la cucina frequentando la scuola di cucina Alma fondata dallo chef Gualtiero Marchesi e dopo diverse esperienze tra ristoranti stellati Alberto ha capito che era il momento di aprire il suo ristorante. Nessuno dei due ha mai amato la vita frenetica di Milano e volevamo vivere una vita più sana in una realtà più a misura d’uomo così abbiamo subito pensato a ritornare nella zona di Asolo, borgo storico caratterizzato da un fascino d’altri tempi.

Alberto E Giulia Lòmo
Giulia e Alberto

Il nome del vostro ristorante sembra rispecchiarvi molto: combina un po’ di Veneto con lo spirito giovane e allegro che vi contraddistingue. Cosa pensate dell’imprenditorialità giovanile? È stato difficile aprire un’attività così impegnativa?

Per il nome ci serviva qualcosa di semplice, incisivo e facile da ricordare così abbiamo giocato con il soprannome dialettale di Alberto (Ometto > L’omo > LòMo). Aprire un ristorante non è facile a nessuna età. Noi siamo stati molto fortunati ad avere la possibilità di aprire un’attività a 26 anni ma pensiamo che per un Paese sia una prerogativa necessaria predisporre mezzi ai giovani per una sana crescita culturale collettiva.

Il LòMo e la sua filosofia

Passiamo giustamente alla cucina. Quali sono i due aggettivi chiave con cui potreste definire i vostri piatti e la vostra offerta culinaria in generale?

La nostra cucina è SOSTENIBILE e CONSAPEVOLE. Sostenibile perché alla base di ogni cosa per noi c’è sempre la Sostenibilità, che per noi si traduce in piccole scelte quotidiane consapevoli. Dalle materie prime della cucina ai vini e addirittura fino all’arredo della sala. Oggi giorno sempre qualcosa che dicono tutti per moda ma noi ci crediamo davvero. Consapevole perché vogliamo dimostrare che anche se giovani conosciamo bene le tradizioni legate al nostro territorio e delle materie prime di cui è ricco. Per valorizzare un piatto non servono ingredienti strampalati provenienti dall’altra parte del mondo ma l’uso, appunto Consapevole, dei prodotti del territorio.

Lòmo Ristorante
Interno del ristorante LòMo ad Asolo

È un’idea interessante quella di rendere i prodotti vegetali, solitamente più marginali in cucina per quanto siano numerosissimi e molto vari, il punto focale della vostra cucina. C’è una motivazione precisa per questa scelta?

Pensiamo che il consumo di carne, come avviene oggi, non sia né etico né sostenibile. La tradizione della cucina veneta si fonda su vegetali e legumi, oggi finalmente li stiamo riscoprendo. Nella nostra vita privata abbiamo adottato una dieta prevalentemente vegetariana e volevamo che il ristorante ci rispecchiasse.

Cosa si mangia di buono al LòMo?

Ci fate qualche esempio di che cosa si può mangiare all’interno del vostro ristorante? Quali sono i piatti più apprezzati dai vostri clienti?

Il menù è composto da poche portate perché tutto ciò che viene servito è da noi preparato giornalmente senza alcun tipo di semilavorato. In carta abbiamo sempre un piatto vegetale che prende il nome della stagione in cui ci si trova e che ha come protagoniste le verdure più caratteristiche di quella stagione.

Lòmo Cucina
Alberto al lavoro nella cucina del LòMo ad Asolo

C’è un prodotto in particolare (o anche più prodotti) che vorreste fosse “riscoperto” e a cui avete dato spazio nel vostro menù?

Il pane. Spesso dato per scontato e mangiato nell’attesa senza troppa attenzione. Noi vogliamo che si dia la stessa importanza al pane che a qualsiasi altra portata. Il nostro pane è fatto con lievito madre da noi prodotto, farine integrali e semi e lo accompagnammo sempre con un burro che saliamo e affumichiamo con trucioli dai noi raccolti nella zona.

Un’ultima curiosità, visto che siete in un certo senso neoasolani e dunque avete una visione concreta della città, meno legata ai ricordi del passato. Come vi trovate ad Asolo e come vi immaginate il futuro del borgo?

Sicuramente il futuro di Asolo non può essere slegato dai ricordi del passato. Oggi il borgo vive prevalentemente di turismo soprattutto estero, ci piacerebbe che come noi altri giovani si trasferissero e aprissero le loro attività nel borgo storico.

Il “LòMo” di Asolo: giovane, sostenibile, consapevole ultima modifica: 2021-02-19T08:30:00+01:00 da Giorgia Favero

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Mario

Ottimo.. Spero di venire a trovarvi presto..

Maria Fastro

Dal Canada un sincero augurio di successo per questa giovane coppia

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