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Alla scoperta Conegliano, seconda città della Marca

Conegliano vista sulla città con collina verdeggiante

Conegliano è la seconda città della Marca dopo Treviso, il capoluogo, per numero di abitanti: sono circa 35mila. L’origine del suo nome si apre a interpretazioni fiabesche e il suo centro storico è tutto da scoprire… nel dettaglio!

Sviluppi storici di Conegliano

I ritrovamenti più antichi di Conegliano risalgono all’età del bronzo recente (circa 1500-1200 a.C.) e sono stati scoperti soltanto qualche decennio fa nel corso del restauro della casa natale del coneglianese più famoso di sempre: il pittore Giovan Battista Cima. Si hanno inoltre alcune evidenze abitative del periodo romano, ma è a partire dal Medioevo che abbiamo notizia documentata della sua esistenza. Il nome di Conegliano compare per la prima volta in un documento del 1016 ed è possibile derivasse da Conilius, un antico proprietario terriero. Una leggenda di origine seicentesca la vede invece fondata da un mitico eroe, Giano, che fondò il suo castello su un colle, il cosiddetto Colle di Giano, appunto. Dalla realtà comunale ai Carraresi e infine alla Serenissima Repubblica di Venezia, la storia moderna vede Conegliano in un periodo di lunga stabilità. Il filo storico ce la porta alle soglie dell’Ottocento, dominata dai francesi di Napoleone, poi dagli austriaci ed infine con il regno d’Italia dal 1866. Occupata dalle forze nemiche durante la prima guerra mondiale e in parte bombardata durante la seconda, Conegliano rinasce come gran parte d’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso.

Conegliano duomo affrescato con campanile
La facciata del Duomo con gli affreschi del Pozzoserrato

Il duomo e la sala dei Battuti

Un visitatore sprovveduto potrebbe passeggiare su e giù lungo via XX settembre varie volte prima di notare il duomo. Pur essendo una grande chiesa in pieno centro storico, non è così facile da individuare! La sua facciata infatti è coperta da un ampio portico che occupa una splendida sala, costruita poco dopo la chiesa dal medesimo committente: la confraternita dei Battuti. I Battuti erano una confraternita molto popolare in città che si occupava dei poveri, degli orfani e delle ragazze madri. Si dice che la costruzione del grande portico sia stata voluta per dare protezione dalle intemperie a poveri e pellegrini. La facciata della sala è riccamente affrescata, un vero e proprio vanto per Conegliano a livello regionale. Straordinarietà che si riprende anche all’interno della sala, visitabile il sabato e la domenica. I temi raccontati negli affreschi di Francesco da Milano sono quelli del Nuovo Testamento, mentre all’esterno si possono ammirare scene dell’Antico, realizzate da Pozzoserrato. All’interno del duomo, invece, la perla è la pala d’altare di Giambattista Cima, una Sacra conversazione, con Maria in trono. Si tratta dell’unica opera di Cima conservata nel suo paese natale.

Conegliano antiche torri del castello
Una veduta dal basso del castello

Conegliano e il suo castello

Del castello fondato dal mitico eroe Giano (o da persone meno “mitiche” che sia) oggi rimane molto poco. Per arrivarci vi consigliamo una bella passeggiata lungo via Madonna della neve, da cui potrete godere di deliziosi scorci sulla città e il suo intorno. Sul piazzale del castello troverete anche la piccola chiesa di Sant’Orsola, grazioso rimasuglio del primo e antico duomo di Conegliano dedicato a San Leonardo, patrono della città. Si accede così a un giardino verdeggiante, fiancheggiato da cipressi, memoria probabilmente di un antico cimitero. Il castello, che contava originariamente ben sei torri, si offre oggi con un’unica grande torre, luogo probabilmente abitativo dei suoi possessori. Un’altra torre parzialmente superstite è occupata dal ristorante Al castello. All’interno del castello troverete allestito un piccolo museo civico, con opere di Francesco da Milano e la scuola di Palma il Giovane. Una curiosità: i suoi merli sono sicuramente stati rifatti. Questo perché Conegliano è sempre stata città guelfa, quindi sotto l’autorità papale, mentre questi merli sono “a coda di rondine” ed indicavano già da lontano che la città era ghibellina (sotto il controllo dell’imperatore). Si tratta quindi di una ricostruzione fasulla.

Conegliano Casa Longega
Una veduta frontale di casa Longega

Spunti da annotare

Nel suo piccolo, anche Conegliano è stata urbs picta. I visitatori più attenti potranno divertirsi a scrutare con attenzione ogni palazzo storico della Contrada Grande (via XX settembre). Con il naso all’insù si potranno infatti notare molti particolari che cercano di sfuggire al tempo e alle intemperie. Un buon esempio è Casa Piutti, edificio del tardo Quattrocento che si affaccia su piazza Cima e mette in mostra alcune figure da scovare tra i fregi riemergenti. Particolarmente interessante è anche Casa Longega, decorata da formelle in terracotta che originariamente appartenevano alla chiesa Ca’ di Dio, non più esistente. Verificate anche la presenza o meno di mostre a palazzo Sarcinelli, immediatamente accanto, perché spesso ospita esposizioni di grande interesse. Se il vostro passeggiare si esaurisce in orario aperitivo, soprattutto se una bella giornata, è molto consigliato il Garage Neo Bistro in corso Vittorio Emanuele II: piccolo angolo protetto, verdeggiante e ben decorato, dove sorseggiare un aperitivo e fare due chiacchiere. Agli amanti di dolci, biscotti e tè caldi (o cioccolate calde) è invece consigliata la Pasticceria Alpago, in via XX settembre.

Alla scoperta Conegliano, seconda città della Marca ultima modifica: 2019-11-23T12:48:00+01:00 da Giorgia Favero
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