ARTE EDIFICI STORICI

Il tesoro nascosto di Conegliano: la sala dei Battuti

Sala Dei Battuti_sala storica di Conegliano affrescata

Se non avete mai visto la Sala dei Battuti di Conegliano, questa è l’occasione buona per conoscerla. Il luogo, un vero e proprio gioiello nascosto, è aperto gratuitamente tutti i sabati e le domeniche.

Sala Dei Battuti_facciata Duomo con campanile
La facciata del Duomo di Conegliano

Il duomo e la sala dei Battuti

Non solo la Sala dei Battuti: persino il Duomo non è così facilmente individuabile! L’indizio più importante è senz’altro il campanile, recentemente restaurato, che lo indica come una freccia. Ciò che rende nascosto il duomo di Conegliano è proprio la facciata, che è coperta dalla sala dei Battuti, collocata al primo piano, sopra un ampio porticato. La sala fu realizzata in quella posizione anche per dare continuità al fronte stradale della contrada Grande, che già all’epoca era porticato. Il portico, inoltre, particolarmente ampio, serviva da rifugio ai numerosi pellegrini, che potevano così trascorrere una notte al coperto. La chiesa fu realizzata a partire dal 1345 e ospita alcune opere di grande importanza, tra cui l’unico capolvoro rimasto a Conegliano del suo più grande maestro: Giambattista Cima (1459/60 – 1517/18).

La confraternita dei Battuti

La Scuola (o confraternita) dei Battuti ebbe origine attorno al 1260 in Umbria, ma era così importante e articolata che già solo alcuni anni dopo ne si attesta la presenza anche a Conegliano. Questa congregazione è laica e prende inizialmente il nome dalla pratica della flagellazione, che tuttavia perdono ben presto, mantenendo il termine “battuti” solamente nel senso di “afflitti”. Si distinguevano per la cura della spiritualità degli abitanti e per l’assistenza materiale prestata attraverso ospedali e ospizi da loro fondati. La sala è stata realizzata nel Cinquecento, successivamente alla costruzione della Chiesa, come loro luogo di ritrovo consiliare. A ricordo di questa antica funzione ci sono tre affreschi all’interno che sono collocati più in alto degli altri. Questo perché in quel punto si collocavano le sedie dei rettori della Scuola e in questo modo l’affresco rimaneva visibile a tutti.

Sala Dei Battuti_bambini camminano e guardano immagini
Un laboratorio di Artestoria in corso

Gli affreschi della sala dei Battuti

Come già accennato, l’interno della sala è totalmente affrescato. Tre sono gli artisti che vi lavorarono, ma il più importante di tutti, che realizza la maggior parte del lavoro, è senz’altro Francesco da Milano. Il suo vero nome è Francesco Pagani ed è lombardo, ma visse a Serravalle (Vittorio Veneto) sicuramente tra il 1502 e il 1548. Altre sue opere sono conservate al museo Civico di Conegliano. Le scene qui rappresentate sono tutti episodi della vita di Gesù e risalgono attorno al 1530. A livello stilistico, Francesco da Milano ha preso come modello le stampe dei cicli della Piccola Passione e Grande Passione del grande artista e incisore tedesco Albrecht Dürer introducendo solo qualche variazione. In questo periodo sala è visitata da molte scolaresche di Conegliano e limitrofi grazie ai laboratori offerti dall’associazione coneglianese Artestoria.

Sala Dei Battuti_parete affrescata con scene e riquadri verdi
Al centro l’affresco “Noli me tangere” di Francesco da Milano

Curiosità sugli affreschi

Vi lasciamo infine con due piccole curiosità. La prima riguarda la scena della Cattura di Cristo. Osservando da vicino i volti dei personaggi “malvagi” nella scena (quindi Giuda e i soldati) si noteranno molti graffi o che in generale sono molto deteriorati. La motivazione di ciò riguarda il fatto che nel 1807, quando arrivò Napoleone Bonaparte, la sala venne adibita a carcere. Chi vi era rinchiuso quindi sperava di “ingraziarsi” una giustizia divina (perché ormai abbandonato da quella umana) e di allontanare il male. Una seconda curiosità è rintracciabile nella scena Noli me tangere (“non mi toccare”) in cui Gesù risorto incontra Maria Maddalena. La città murata ritratta nello sfondo dell’affresco non è altro che l’antico aspetto della città di Conegliano e, dietro, le colline oggi famose per il prosecco.

Giorgia Favero

Autore: Giorgia Favero

Sono una toscana veneta di famiglia trapiantata da anni a Treviso. Ho una formazione in architettura e storia dell’arte ma una passione per la scrittura. Lavoro nell’ambito editoriale e della comunicazione digitale, scrivo e sono caporedattrice di una rivista di filosofia pratica. Mi interesso delle dinamiche ambientali e della protezione degli animali, spero che la cultura possa aiutarci a creare un futuro migliore.
Il tesoro nascosto di Conegliano: la sala dei Battuti ultima modifica: 2019-10-16T18:19:21+01:00 da Giorgia Favero

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